Associazione degli ex Parlamentari del Veneto: intervento del coordinatore On. Giovanni Crema

Associazione degli ex Parlamentari del Veneto: intervento del coordinatore On. Giovanni Crema

Associazione degli ex Parlamentari del Veneto: intervento del coordinatore On. Giovanni Crema

Intervento on. Crema

Associazione degli ex Parlamentari del Veneto del 12 aprile 2025: intervento del coordinatore On. Giovanni Crema

Onorevoli colleghi e gentili ospiti,

un affettuoso saluto a tutti ed un sentito ringraziamento per la vostra presenza. Un particolare grazie al Signor Sindaco di Verona dottor Damiano Tommasi. Lo ringrazio per la ospitalità nella Sala più prestigiosa del Municipio. Debbo giustificare l’assenza del nostro Presidente Nazionale on. Giuseppe Gargani  per improvvisi motivi familiari, come quella del Tesoriere Nazionale on. Gino Alaimo che, per un improvviso ed inderogabile impegno familiare, oggi non può essere presente anche se ci teneva molto partecipare alla nostra assemblea.

Saluto e ringrazio il collega on. Valter Bielli, Vice Presidente Vicario, che ci porterà i loro saluti e le interessanti notizie e aggiornamenti anche per la parte dei Vitalizi degli ex Onorevoli.. Un particolare saluto e augurio di pronto ristabilimento al collega ed amico Aldo Bottin, ancora in convalescenza dopo l’intervento operatorio, Presidente della consorella Associazione Veneta dei Consiglieri regionali. Mi sia consentito ringraziare tutte le colleghe e tutti i colleghi del Comitato regionale che mi hanno aiutato generosamente in quest’anno che è stato molto impegnativo. In modo particolare il nostro Presidente onorario on. Luciano Righi.

Il Veneto ha riconfermato i suoi quattro componenti l’on. Elisa Pozza Tasca, l’ on. Paolo Franco nel Direttivo Nazionale, l’on. Luciano Righi Presidente del Collegio dei Probi Viri ed il sottoscritto nell’ Ufficio di Presidenza. Molti iscritti si sono giustificati per la loro assenza e in particolare i carissimi colleghi causa l’età avanzata. Penso di interpretare il vostro consenso nel ricordare con fraterna amicizia tutti i colleghi che ci hanno lasciato in questi ultimi 12 mesi. Vi chiedo un momento di raccoglimento in loro memoria. Grazie.

Va evidenziato l’ulteriore consolidamento dell’ ottimo rapporto di collaborazione con l’ Associazione dei Consiglieri del Veneto, sancito dal protocollo d’intesa firmato nel 2005 con il Presidente del Consiglio Regionale di allora, che ci ha permesso di svolgere assieme diverse fruttuose iniziative politiche e soprattutto culturali. Come anche favorire la collaborazione, che a mio avviso va ulteriormente incrementata, tra la nostra Associazione Nazionale ed il Coordinamento dei Presidenti delle associazioni dei consiglieri regionali guidata dall’amico Aldo Bottin. C’è un ruolo consolidato che abbiamo esercitato, che corrisponde all’art. 2 dello Statuto, che voglio riproporre perché su quello dobbiamo sviluppare il nostro dibattito.

“L’Associazione si propone di: mantenere vivo ed operante il vincolo che, al di sopra di ogni appartenenza politica, unisce i parlamentari durante l’esercizio del loro mandato al servizio del Paese; far conoscere la storia e valorizzare la funzione del Parlamento e promuovendo il rapporto fra i cittadini e l’Istituzione parlamentare attraverso idonee iniziative; contribuire alla conoscenza della Costituzione della Repubblica, ed alla difesa ed attuazione dei suoi principi; tutelare la dignità degli ex parlamentari, assicurandone il rispetto e valorizzando la loro esperienza in ogni sede; instaurare rapporti con similari associazioni italiane ed estere, ed organismi europei ed internazionali; assistere gli ex parlamentari nei rapporti con il Parlamento e con gli altri organi costituzionali; tutelare gli interessi derivanti dall’esercizio del mandato parlamentare; offrire ogni utile assistenza alle famiglie dei soci scomparsi.”

Questo articolo fondamentale, credo racchiuda in sé tutto il nostro programma e quello che dobbiamo continuare a fare. Purtroppo la vicenda dei vitalizi non è ancora conclusa. Fu gestita in un periodo dove il furore anti ex parlamentari era diffuso non solo nelle componenti populistiche anti parlamentari, ma anche nelle componenti più squisitamente politiche allora presenti in Parlamento. Oggi, mentre il Senato è pervenuto alla decisione finale di ripristinare i vitalizi , la Camera dei Deputati è ancora ferma alla delibera parziale che ha si ricalcolato gli importi con il sistema retributivo ma colpendo ancora metà circa degli ex deputati con tagli che vanno dal 10 al 40/45%.

Con la nuova legislatura sono state rinnovate le composizioni degli organi di Giurisdizione, hanno audito i nostri avvocati e avrebbero dovuto deliberare tre giorni or sono, e precisamente il 9 di aprile, ma mi giunge notizia che abbiano ulteriormente rinviato al 18 giugno prossimo. Su questo argomento sarà più preciso e mi auguro con novità positive il collega on. Gargani nel suo intervento. La nostra Associazione raccoglie ed organizza persone che esprimono una pluralità di punti di vista politici e culturali, una molteplicità di esperienze che trovano il loro punto di incontro nelle finalità definite dallo Statuto e negli obiettivi che di volta in volta , al mutare delle condizioni, riteniamo realizzare. La nostra forza sta nell’essere, ciascuno di noi, diversi ma, al tempo stesso, uniti. Per questo dobbiamo mantenere, anche per il futuro, una ispirazione e una gestione unitaria della nostra Associazione.

L’unità della nostra Associazione è condizione essenziale per affrontare i compiti che ci attendono nella fase difficile che il Paese sta vivendo. Con questo spirito dobbiamo dare corso all’invito che ci fa il Presidente on. Gargani di tenere in ogni regione, come è già avvenuto a livello nazionale, delle conferenze sui temi delle modifiche costituzionali proposte dall’attuale Governo. Io ho le idee molto chiare su come rispondere a queste iniziative ma va fatto nel quadro generale dello stato e delle previsioni della Costituzione e delle leggi di attuazione. Essendo un componente nel comitato ristretto dalla Camera che ha scritto la revisione del titolo V so cosa ho sostenuto e non è stato accettato e quanto sia incompleto per una vera autonomia regionale con una necessaria modifica delle competenze delle due Camere.

Mi sono sempre chiesto se per una riforma strutturale dei poteri del Governo, del Parlamento, della Presidenza della Repubblica sia possibile farla con un Parlamento eletto con una legge elettorale anticostituzionale e maggioritaria quando la Costituente 70 anni fa fu eletta con il sistema proporzionale per permettere proporzionalmente al consenso popolare la presenza di tutte le culture politiche. Ecco lo faremo, ma sforzandosi il più possibile senza precostituire posizioni di principio a difesa delle posizioni che ciascuno di noi ha. La sobrietà e l’intelligenza che è sempre stata presente nella nostra Associazione regionale ci aiuterà.

Ma a questo va rivendicata la riforma degli Enti Locali che, con le scellerate scelte di cancellare le Comunità montane e svuotare le Province, si sono ingrassate le Regioni che oggi sono la vera amministrazione sul territorio quando dovrebbe ritornare nel suo alveo della Programmazione, Legiferazione e Controllo gestendo solo le competenze e le deleghe di dimensione regionali.

Sul tema della sanità, che ci ha brillantemente relazionato un anno fa la collega on. Miotto, abbiamo tenuto recentemente un importante convegno, organizzato dalle nostre due Associazioni regionali, che ha presentato il lavoro della commissione e che è oggi la nostra proposta per la riorganizzazione della sanità e dei servizi sociali nel Veneto.

Ma veniamo alle note dolenti che riguardano la politica.

Dov’è finita la politica oggi? In un pozzo di discredito, in una palude di utopie di ideologismi a buon mercato.

Viviamo in una società prigioniera del presente, non progetta il futuro e non ha memoria del passato.

L’analfabeta funzionale, in pratica , può leggere, riconoscere e capire un cartello stradale che lo avvisa di una frana. Non riesce tuttavia a comprendere le connessioni, e dunque i contenuti, di un semplice articolo di Giornale.

Secondo le statistiche dell’ Ocse-Pisa gli analfabeti funzionali in Italia sono il 27,9% delle persone tra i 16 e i 65 anni, il 9,6% tra 16 e i 24 anni, e il 15% dei giovani tra i 25 e i 34 anni. E’ analfabeta funzionale un diplomato su cinque e il 4,1% dei laureati. In totale, undici milioni di uomini e donne che non sono in grado, nel corso della vita quotidiana, di usare in modo efficiente la lettura, la scrittura e il calcolo.

E risultano incapaci, secondo la definizione di analfabeta funzionale dell’Unesco, di “intervenire attivamente nella società e nella politica”.

Gli Italiani assumono più i connotati di sudditi che di cittadini. Mi pare che nel campo dei bisogni l’ attuale classe dirigente, non solo della politica, abbia fallito.

Noi che rappresentiamo una parte importante della memoria vivente della vita parlamentare passata, dobbiamo sentire e coltivare il dovere della memoria.

Dobbiamo reagire, con adeguate iniziative politiche e culturali, al tentativo di ridurre la storia dell’ istituzione parlamentare a quella di una “casta”, preoccupata soltanto di garantirsi privilegi.

Un parlamento poco rappresentativo svuota di significato l’ articolo 1 della Costituzione che afferma che nei limiti e nelle forme da essa stabiliti, la sovranità appartiene al Popolo. Se il Parlamento è debole, la sovranità del popolo è debole.

Qualche decina d’anni or sono un personaggio che ha dedicato la sua vita allo studio si chiedeva:” ma chi c’è in Italia chi si stia dedicando a formare una classe dirigente in tutti i campi”?

Con la classica astuzia da classe “dirigente made in Italy” sono riusciti a creare i premi o compensi a seconda dei meriti, in una distribuzione a pioggia come fossero le prime donne dello sport o dello spettacolo.

Un manager italiano su tre, esaminati dagli esperti dell’Istituto Ambrosetti, non ha fatto nulla, proprio nulla, per giustificare il suo guadagno.

Anzi, questi stipendi scollegati dai risultati continuano spesso a gonfiarsi in un rapporto inversamente proporzionale rispetto alle performance dell’azienda: cresce la remunerazione dei manager, diminuisce la solidità della società.

Più che essere creato, il valore così viene distrutto.

Se parliamo di meriti : a favore dei manager, con la relativa corte al seguito, che invece, sulla base dei risultati reali e non di una retorica formula magica, avrebbero meritato solo il licenziamento.

E pensare che proprio in Italia più di un mezzo secolo fa, un capitalista di razza e di visione di lungo periodo, Adriano Olivetti, aveva già fissato i paletti necessari per evitare il letale, eccessivo squilibrio tra i vari livelli gerarchici all’interno dell’azienda: lo stipendio più alto non doveva mai superare una soglia pari a dieci volte il valore di quello più basso.

Ecco perché, sensibili al futuro della nostra Regione, il Direttivo ha chiesto all’on Luigi D’Agrò di relazionarci sul tema del Veneto allo specchio: su demografia, competitività, capitale umano ed emigrazione.

E questo mentre viviamo in una situazione di incertezze gravi dovute alle guerre drammatiche in corso e con provvedimenti della nuova amministrazione USA che potrebbero tutte assieme creare paure tensioni e una crisi economica e sociale di carattere internazionale mai vista dalla fine della seconda guerra mondiale.

Mi auguro che la ragione umana e l’intervento delle solidarietà e delle diplomazie internazionali abbiano ad agire con successo per sventare il peggio.

Abbiamo bisogno di Pace. Di Pace stabile e giusta per tutti.

Voglio riservarmi di proporre alcune iniziative al Presidente Bottin perché credo che alcune delle nostre e loro attività siano ancora maggiormente utili fatte assieme. Consegno a tutti voi queste mie riflessioni e proposte con la speranza che vengano arricchite e migliorate per permettere di operare in sintonia con l’Associazione Nazionale e magari con le associazioni del Nord Est per dare un contributo a migliorare il nostro Paese.

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