Caro Boeri, più coerenza e meno arroganza

Caro Boeri, più coerenza e meno arroganza

Caro Boeri, più coerenza e meno arroganza

La replica di Falomi agli attacchi del Presidente dell’INPS alla Commissione Bilancio

Il Presidente dell’INPS, Tito Boeri, deve mettersi d’accordo con se stesso.

Da un lato, pur non avendone alcun titolo istituzionale, si lamenta, in ogni sede pubblica in cui gli capiti di parlare, che Camera e Senato non gli forniscono i dati necessari per ricalcolare retroattivamente con il metodo contributivo gli attuali vitalizi, dall’altro critica la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati rea di aver chiesto al Governo una relazione tecnica, sulla base degli stessi dati.

Per affermare, come continuamente fa Boeri che si risparmiano soldi, bisogna avere i dati necessari. Se non si hanno i dati non si può affermare che ci saranno dei risparmi.

La richiesta della Commissione Bilancio al MEF di una relazione tecnica sui costi della proposta di legge PD-M5S che ricalcola retroattivamente i vitalizi, è pertanto del tutto giustificata e tutt’altro che inutile.

Occorre, infatti, valutare con precisione l’equilibrio tra le parti della proposta di legge che comportano un aumento della spesa pubblica e le parti, invece, che la riducono.

Ma per fare questa operazione non si può andare a spanne.

Il metodo contributivo richiede che di ogni singolo ex-parlamentare e di ogni singolo ex-consigliere regionale si conosca l’anno in cui sono cominciati i versamenti dei contributi previdenziali e l’anno in cui sono terminati. Richiede che per ciascun anno di contribuzione si operi una rivalutazione legata all’andamento del PIL nei cinque anni precedenti. Richieda la conoscenza di eventuali periodi di interruzione del mandato parlamentare, dell’entità dei riscatti pagati in caso di elezioni anticipate, dell’età a cui è stato percepito il primo vitalizio e della sua attuale età. Richiede, inoltre, ai fini del ricalcolo delle dei trattamenti di reversibilità, la conoscenza della data di morte del titolare dell’assegno vitalizio.

Se si vuole avere una valutazione certa, occorre conoscere tutti questi dati.

Boeri, non a caso, non avendo tutti i dati, propone stime di risparmi basate su “un collettivo di titolari di assegni vitalizi ”, senza precisare di quanti vitalizi si tratti, a quali periodi contributivi si riferiscano, in quali anni è iniziata la loro erogazione.

E’ del tutto evidente come basterebbe cambiare il campione di titolari dei vitalizi per cambiare le stime.

Se, come fa Boeri, si procede per stime si finisce per fornire dati sui risparmi, incerti, contraddittori e persino diversi tra loro, come quelli da lui forniti in diverse occasioni all’opinione pubblica.

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