Il cordoglio di Fico per la morte di Tedeschi - Lettera di Giuseppe Brescia al Presidente della Camera

Il cordoglio di Fico per la morte di Tedeschi - Lettera di Giuseppe Brescia al Presidente della Camera

Il cordoglio di Fico per la morte di Tedeschi – Lettera di Giuseppe Brescia al Presidente della Camera

Pubblichiamo la lettera di Giuseppe Brescia, ex senatore e già sindaco di Melfi, al presidente Roberto Fico (foto) a commento e in risposta alle dichiarazioni di cordoglio e di stima espresse dal presidente della Camera in occasione della scomparsa di Nadir Tedeschi:

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On. Presidente Fico,

sono Giuseppe Brescia di Melfi (PZ), ex parlamentare e già Sindaco di Melfi.

Ho letto con immenso piacere sulla stampa le Sue commosse e giuste parole in memoria del collega scomparso, on. Nadir Tedeschi: "... protagonista della nostra storia repubblicana: correlatore della legge istitutiva del Sistema sanitario nazionale e impegnato sul tema del lavoro, tanto da essere bersaglio delle Brigate Rosse ..."

Il sen. Mirabelli ha dichiarato: "Era una bella persona, un uomo politico generoso e appassionato. Ci mancheranno i suoi incoraggiamenti, i suoi consigli, la sua cortesia".

Parole nobili per un ex parlamentare bravissimo, onesto, servitore dello Stato e della propria comunità, da parlamentare e da semplice cittadino, che ha sempre amato l'impegno civile e pubblico.

Il collega Tedeschi, insieme ad oltre 300 ex parlamentari già scomparsi e a tanti ancora in vita, purtroppo non ha fatto in tempo ad avere giustizia rispetto alle accuse infamanti di "ladro di privilegi", "rappresentante della casta" e volgarità di questo genere, ricevute da parlamentari in carica, magari senza storia politica, che non sanno cosa sia l'impegno per la Politica, il dovere e lo spendersi per gli altri.

Tutto perchè titolare del vitalizio di ex parlamentare.

Tedeschi, gli altri scomparsi e i tanti ex parlamentari che hanno fatto ricorso agli organi di autodichia della Camera e del Senato contro l'ingiusto, l'erroneo ricalcolo RETROATTIVO sul vitalizio percepito, deliberato 2 anni fa dagli Uffici di Presidenza dei due rami del Parlamento, non hanno diritto ancora ad una sentenza di merito e non "politica" degli organi giurisdizionali interni, per l'ostruzionismo o per meri calcoli elettorali.

Presidente,

sono un ex deputato e senatore che, con orgoglio, proviene dalla storia e dalla militanza del PCI di Enrico Berlinguer. Il mio impegno politico e pubblico, da consigliere comunale, da sindaco, da parlamentare ed ora da semplice cittadino, è stato ed è "una scelta di vita", di valori democratici e di ideali da realizzare.

Ho cercato sempre, come tutti i colleghi non più parlamentari, come tanti di quelli in carica, di assolvere ai miei incarichi istituzionali con disciplina ed onore.

Ho cercato di servire lo Stato e la mia comunità che mi ha onorato di rappresentarla, con onestà, trasparenza, senso del dovere e rispetto della democrazia, secondo i principi della Costituzione Italiana e gli insegnamenti dei Padri/Madri Costituenti.

Il mio Partito di origine, ma anche altri grandi partiti popolari, mai avrebbero seguito la logica del populismo e della demagogia, inseguendo chi ha lucrato consensi parlando solo alla pancia dei cittadini e che, consapevolmente o inconsapevolmente, ha di fatto delegittimato il Parlamento.   Demagogia pura e senza futuro!

Presidente Fico,

Lei ricordando Nadir Tedeschi, lo definisce: “... un uomo, un parlamentare che si è sempre comportato con disciplina ed onore". Appunto!

Ha dimenticato, però, le parole usate insieme ai suoi colleghi di partito o movimento nei confronti dei tanti ex parlamentari che non ci sono più e a quelli come me ancora in vita, di essere ladri di vitalizi e percettori di "privilegi rubati".

Per questo, la Sua nobile dichiarazione in memoria dell'on. Tedeschi a me sembra poco sincera e coerente.

Non sono qui a scrivere per cercare di convincerLa in merito ai vitalizi e alle infamanti accuse ricevute.

L'Associazione degli ex Parlamentari ha avanzato, nello spirito della solidarietà reale e sincera, a Lei e agli Uffici di Presidenza di Camera e Senato una serie di proposte concrete, senza mai ricevere risposte e disponibilità al confronto.

Le scrivo, invece, on. Fico, per ricordare che tra i suoi compiti vi è quello di assicurare il rispetto dei Regolamenti di tutela giurisdizionale, oggi ampiamente violati, e che il dovere di Presidente della Camera Le impone di sollecitare gli organi di autodichia ad esprimersi in merito ai ricorsi, autodichia costituita da "giudici indipendenti" e al di sopra delle parti, come qualsiasi tribunale, chiamati a pronunciare finalmente una sentenza.

Ecco, lo si faccia anche per ridare onore postumo alla memoria di Nadir Tedeschi e a tutti i parlamentari scomparsi. Senza aspettare che altri, per età o per malattia, lascino questa terra.

Credo che temporeggiare ancora non giovi a nessuno e, soprattutto, a giudici che, in quella veste, devono decidere con indipendenza e terzietà.

Emettere una sentenza di merito, non politica, nel rispetto della Costituzione e dei pronunciamenti della Corte Costituzionale. Merito e non propaganda politica.

La ringrazio per l'attenzione e Le porgo cordiali saluti.

Sen. Giuseppe Brescia

Melfi, 11 agosto 2021

 

Brescia On FICO

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