La scommessa delle elezioni europee - di Mario Tassone

La scommessa delle elezioni europee - di Mario Tassone

La scommessa delle elezioni europee – di Mario Tassone

Si sperava che la fase preparatoria delle elezioni europee fosse l’occasione per una riflessione tra i partiti per recuperare il senso della politica.
Invece anche le attese le più fiduciose si stanno sbriciolando sotto i colpi di un opportunismo che abbatte gli ultimi fortilizi dei non numerosi idealisti resistenti.
Il nostro Paese avrebbe potuto dare un contributo a una Europa in affanno, frastagliata tra spinte nazionaliste che negano approdi unitari del vecchio Continente che rischia di essere un’area di libero scambio e nulla più.
Questa Europa fa pensare agli staterelli del Rinascimento nella penisola, sottomessi e condizionati dalle potenze straniere.
Si attenuano i riferimenti culturali e il vecchio Continente oscilla tra Occidente e Putinismo, tra democrazie vacillanti e autarchie che frenano le spinte di libertà’ : la ragione per una Europa unita.
Le guerre bruciano patrimoni di umanità e di civiltà.
In Italia le solite diatribe per la supremazia: piccole somme di miserie di capi senza charme e senza carisma.
Qual’e’ il contributo del nostro Paese in questo passaggio storico dell’Europa.?
Nessuno.
La tornata elettorale europea serve a fini domestici e per essere più espliciti per le piccole o grandi aggregazioni che sanno più di bottega e molto poco di politica.
Nello sfondo c’è il disegno eversivo del “premierato” e dell’”Autonomia differenziata”, che annulla sostanzialmente la Costituzione, affievolisce le prerogative del Parlamento e rompe l’Unita’ del Paese.
Una rivoluzione attraverso,
un Parlamento afono di nominati: Tutto questo avviene nel silenzio generale.
Solo qualche commento o qualche opposizione di facciata come se le norme in esame prevedessero alcune riforme e non sconvolgimenti degli assetti istituzionali.
Una ulteriore considerazione riguarda la scomposizione delle varie realtà che si richiamano ai valori del popolarismo cristiano-democratico. L’appuntamento elettorale europeo poteva essere il momento perché i democratici cristiani ritrovassero convergenza e animassero un centro con idee e progetti, senza lasciarlo a capi squadra alla ricerca di spazi e di gloria.
Il mancato richiamo nella Costituzione europea al ruolo del cristianesimo è stato un grande errore.
Gli egoismi hanno prevalso in un relativismo avvilente e dissacrante.
Gli orizzonti ideali si sono ristretti, i valori sono violati.
La non ritrovata unità dei cristiani democratici priva di un supporto vitale l’Europa e il Partito Popolare Europeo, che non può allearsi con movimenti eversivi che attentano alle libertà democratiche.
Un auspicio finale.
Si depositi il simbolo dello scudo crociato presso l’Istituto Sturzo per salvare il ricordo di una grande storia e sottrarlo al mercimonio infame di chi lo usa attualmente con disinvoltura e senza morale politica!
Se ancora gli avventurieri hanno credibilità è la fine.
Ma noi abbiamo fede in un futuro con tanta luce che spazzi le ombre del presente!
Mario Tassone

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