Relazione dell'on. Giovanni Crema all'Assemblea degli ex Parlamentari del Veneto del 28 marzo 2026

Relazione dell'on. Giovanni Crema all'Assemblea degli ex Parlamentari del Veneto del 28 marzo 2026

Relazione dell’on. Giovanni Crema all’Assemblea degli ex Parlamentari del Veneto del 28 marzo 2026

Il 28 marzo 2026 si è svolta, presso il Municipio di Padova,  l'assemblea regionale dei soci del Veneto. Riportiamo qui di seguito la relazione del coordinatore regionale, on. Giovanni Crema, nella quale richiama la responsabilità della classe dirigente e invita a recuperare il valore della politica come servizio ai cittadini.

 

Relazione del Coordinatore Regionale on. Giovanni Crema alla Assemblea della Associazione Nazionale degli ex Parlamentari della Repubblica del Veneto

Onorevoli Colleghi e gentili ospiti,

un affettuoso saluto a tutti ed un sentito ringraziamento per la vostra presenza. Un particolare grazie al Comune di Padova e in particolare al Sig. Presidente del Consiglio Antonio Foresta per la ospitalità nella prestigiosa Aula Consiliare del suo suo Municipio e anche perché ha voluto essere qui tra noi.

Invio un caro saluto al nostro Presidente Nazionale on Giuseppe Gargani che per motivi di salute non può essere presente, come avrebbe voluto, e mi prega di ringraziare tutti gli onorevoli associati del Veneto.

Saluto e ringrazio il collega on. Valter Bielli Vice Presidente Vicario anche per le importanti informazioni che ci porterà.

Un particolare saluto al caro collega Luigi Covolo, Segretario della consorella Associazione Veneta dei Consiglieri regionali che ci porterà anche il saluto del Presidente dott. Aldo Bottin oggi indisposto.

Mi sia consentito ringraziare tutte le colleghe e tutti i colleghi del Comitato regionale che mi hanno aiutato generosamente in questi tre anni che sono stati molto impegnativi.

In modo particolare il nostro Presidente onorario on Luciano Righi.

Il Veneto ha portato quattro colleghi e colleghe ad incarichi nazionali nell' ultimo Congresso Nazionale. La riconferma dell' on Righi a Presidente del Collegio dei Probiviri, la collega on Anna Milvia Boselli nello stesso collegio, la collega on Margherita Miotto nel Collegio dei Revisori dei Conti che mi affiancheranno nel Direttivo Nazionale.

Ringrazio la sempre presente on Elisa Pozza Tasca che lascia il Direttivo per motivi di salute che spero possa superare al più presto e che oggi non può essere con noi.

Molti iscritti si sono giustificati per la loro assenza e in particolare i carissimi colleghi causa l'età avanzata.

Penso di interpretare il vostro consenso nel ricordare con fraterna amicizia tutti i colleghi che ci hanno lasciato in questi ultimi 12 mesi. Vi chiedo un momento di raccoglimento in loro memoria.

Va evidenziato l'ulteriore consolidamento dell' ottimo rapporto di collaborazione con l' Associazione dei Consiglieri del Veneto, sancito dal protocollo d'intesa firmato nel 2005 con il Presidente del Consiglio Regionale di allora, che ci ha permesso di svolgere assieme diverse fruttuose iniziative politiche e soprattutto culturali come le visite a mostre di alto livello e ad importanti momenti culturali che per il futuro sono già in Cantiere come quello di un Convegno per i 55 anni della istituzione delle Regioni a Statuto ordinario.

Voglio ricordare in particolare il Convegno sul tema della sanità, su cui ci ha brillantemente relazionato tempo fa la collega on Miotto, che si è tenuto recentemente organizzato dalle nostre due Associazioni regionali, che ha presentato il lavoro della commissione e che è oggi la nostra proposta per la riorganizzazione della sanità e dei servizi sociali nel Veneto.

Inoltre abbiamo favorito la collaborazione, che a mio avviso va ulteriormente incrementata, tra la nostra Associazione Nazionale ed il Coordinamento dei Presidenti delle Associazioni dei consiglieri regionali guidata dall'amico Aldo Bottin.

Nel prossimo Ottobre, con il nostro Patrocinio, l'on Anna Maria Carloni, che ringrazio fraternamente, sarà la nostra relatrice in un importante convegno del prestigioso Circolo Culturale “Giacomo Matteotti” di Rovigo in ricordo delle nostre “Madri Costituenti” e della prima partecipazione al voto delle Donne.

C’è un ruolo consolidato che abbiamo esercitato dall' art. 2° dello Statuto che non dobbiamo mai dimenticare: “L'Associazione si propone di: mantenere vivo ed operante il vincolo che, al di sopra di ogni appartenenza politica, unisce i parlamentari durante l'esercizio del loro mandato al servizio del Paese; far conoscere la storia e valorizzare la funzione del Parlamento e promuovendo il rapporto fra i cittadini e l'Istituzione parlamentare attraverso idonee iniziative..... tutelare la dignità degli ex parlamentari, assicurandone il rispetto e valorizzando la loro esperienza in ogni sede...... tutelare gli interessi derivanti dall'esercizio del mandato parlamentare; offrire ogni utile assistenza alle famiglie dei soci scomparsi.”

Questo articolo fondamentale, credo racchiuda in sé tutto il nostro programma e quello che dobbiamo continuare a fare, Purtroppo la vicenda dei vitalizi non è ancora conclusa. Fu gestita in un periodo dove il furore anti ex parlamentari era diffuso non solo nelle componenti populiste anti parlamentari, ma anche nelle componenti più squisitamente politiche allora presenti in Parlamento.

Oggi mentre Il Senato è pervenuto alla decisione finale di ripristinare i vitalizi , la Camera dei Deputati è ancora ferma alla delibera parziale che ha si ricalcolato gli importi con il sistema retributivo ma colpendo ancora molti degli ex deputati con tagli che vanno dal 10 all' 80%.

Su questo argomento sarà più preciso e mi auguro con novità positive il collega on Bielli nel suo intervento.

La nostra Associazione raccoglie ed organizza persone che esprimono una pluralità di punti di vista politici e culturali, una molteplicità di esperienze che trovano il loro punto di incontro nelle finalità definite dallo Statuto e negli obiettivi che di volta in volta , al mutare delle condizioni, riteniamo realizzare.

La nostra forza sta nell'essere, ciascuno di noi, diversi ma, al tempo stesso, uniti. Per questo dobbiamo mantenere, anche per il futuro, un'ispirazione e una gestione unitaria della nostra Associazione. L'unità della nostra Associazione è condizione essenziale per affrontare i compiti che ci attendono nella fase difficile che il Paese sta vivendo.

Con questo spirito dobbiamo dare corso a delle conferenze sui temi delle modifiche costituzionali proposte dall'attuale Governo. Essendo stato un componente nel comitato ristretto della Camera che ha scritto la revisione del titolo V° so cosa ho sostenuto e che non è stato accettato e quanto sia incompleto per una vera autonomia regionale con una necessaria modifica delle competenze delle due Camere.

Mi sono sempre chiesto se per una riforma strutturale dei poteri del Governo, del Parlamento, della Presidenza della Repubblica sia possibile farla con un Parlamento eletto con una legge elettorale conclamatamente anticostituzionale e maggioritaria quando la Costituente 80 anni fa fu eletta con il sistema proporzionale per permettere proporzionalmente al consenso popolare la presenza di tutte le culture politiche.

Per questo continuo a sostenere che è giusta la proposta sostenuta nella discussioni in Direzione nazionale dall' on Paolo Franco e dal sottoscritto di una legge per l' istituzione di un'Assemblea Costituente eletta con la legge proporzionale pura composta da 80/100 componenti per un periodo definito e con le materie da riformare .

Io la ho presentata invano per ben tre volte da parlamentare. Questa si chiama democrazia trasparente con il Governo in carica che continua ad esercitare la sua funzione ma deve essere escluso dalla Assemblea ad hoc per le riforme come 80 anni orsono nell' Assemblea Costituente.

La principale considerazione da fare è che la funzione del Parlamento non si limita al consenso al Governo in carica ma ha funzioni complesse e delicate e soprattutto ha il controllo sul Governo, come vuole la Costituzione , che sarebbe impossibile secondo la “riforma” del Premierato.

D'altra parte già con l'attuale legge elettorale è altamente limitato il controllo sul Presidente del Consiglio da parte di parlamentari “nominati” per volontà dei capi.

Dopo il lavoro di anni è necessario che l'Associazione approvi il testo già pronto dello Statuto del Parlamentare e la proposta di legge sull' Autodichia che abbiamo già consegnato ai parlamentari in carica. Ulteriore iniziativa da parte nostra deve essere quella della proposta alle Camere di approvare una legge che renda operativo l'art. 49 della Costituzione che può contribuire a ristabilire la democrazia interna e ridare valore ai partiti oggi ritenuti solo dei comitati elettorali. Altra necessaria modifica è quella del vetusto articolo 68 che già presentai da senatore copiando integralmente dallo statuto del Parlamentare europeo per adeguarlo al sistema delle relazioni e comunicazioni inesistenti nel 1948.

Ecco questo approfondimento lo faremo sforzandosi il più possibile senza precostituire posizioni di principio a difesa delle posizioni che ciascuno di noi ha. La sobrietà e l'intelligenza che è sempre stata presente nella nostra Associazione regionale ci aiuterà.

Inoltre va rivendicata la riforma degli Enti Locali che con le scellerate scelte di cancellare le Comunità Montane e svuotare le Province si sono ingrassate le Regioni che oggi sono divenute il maggior centro di spesa e la vera amministrazione sul territorio quando dovrebbero ritornare nel proprio alveo della Programmazione, Legiferazione e Controllo gestendo solo le competenze e le deleghe di dimensione regionali.

Ma veniamo alle note dolenti che riguardano la Politica.

Dov'è finita la politica oggi? In un pozzo di discredito, in una palude di utopie di ideologismi a buon mercato.

Viviamo in una società prigioniera del presente, non progetta il futuro e non ha memoria del passato, come ci ricorda il professore De Rita, cova rancori e paure, riuscendo solo ad adattarsi: al desiderio sostituisce le pulsioni, al progetto l' annuncio, alle passioni le emozioni. Diventa una società rattrappita. La schiavitù del presente ha portato perfino a un mutamento antropologico dell' uomo occidentale: nella vita privata, nella sfera dei sentimenti, delle relazioni, dei rapporti umani e nella dimensione pubblica, dalla politica all' economia, dalle istituzioni alle imprese.

Il presentismo ratifica il primato della tecnologia che domina e ci domina, della finanza senza redistribuzione della ricchezza. Assembla il virtuale in un' eterna connessione e rende opaco il reale, fino a farlo sfumare. Lascia senza risposte le due grandi domande del mondo globalizzato: la sicurezza e la possibilità di crescere nel benessere.

Ma da questa prigione si può uscirà, se partiamo dalla consapevolezza di quanto siamo ormai scollegati dal passato e dal futuro.

E come diceva Camus “il senso della vita è resistere all' aria del tempo”.

Secondo le statistiche dell' "Ocse-Pisa" abbiamo undici milioni di uomini e donne che non sono in grado, nel corso della vita quotidiana, di usare in modo efficiente la lettura, la scrittura e il calcolo.

E risultano incapaci, secondo la definizione di analfabeta funzionale dell'Unesco, di “intervenire attivamente nella società e nella politica”.

Gli Italiani assumono più i connotati di sudditi che di cittadini. Mi pare che nel campo dei bisogni l' attuale classe dirigente, non solo della politica, abbia fallito.

Il fatto è che in 70 anni siamo passati dalla Politica con la P maiuscola alla fase della Anti Politica e ora viviamo in un periodo di A-Politica, questo è il problema.

Noi che rappresentiamo una parte importante della memoria vivente della vita parlamentare passata, dobbiamo sentire e coltivare il dovere della memoria.

Dobbiamo reagire, con adeguate iniziative politiche e culturali, al tentativo di ridurre la storia dell' istituzione parlamentare a quella di una “casta”, preoccupata soltanto di garantirsi privilegi.

Un parlamento poco rappresentativo svuota di significato l'articolo 1° della Costituzione che afferma che nei limiti e nelle forme da essa stabiliti, la sovranità appartiene al Popolo.

Se il Parlamento è debole, la sovranità del popolo è anch'essa debole.

Qualche decina d'anni or sono un personaggio che ha dedicato la sua vita allo studio si chiedeva:” ma chi c'è in Italia che si stia dedicando a formare una classe dirigente in tutti i campi”?

Un manager Italiano su tre, esaminati dagli esperti dell'Istituto Ambrosetti, non ha fatto nulla, proprio nulla, per giustificare il suo guadagno.

Anzi, questi stipendi scollegati dai risultati continuano spesso a gonfiarsi in un rapporto inversamente proporzionale rispetto alle performance dell'azienda: cresce la remunerazione dei manager, diminuisce la solidità della società.

Più che essere creato, il valore così viene distrutto.

E pensare che proprio in Italia più di un mezzo secolo fa, un capitalista di razza e di visione di lungo periodo, Adriano Olivetti aveva già fissato i paletti necessari per evitare il letale, eccessivo squilibrio tra i vari livelli gerarchici all'interno dell'azienda: lo stipendio più alto non doveva mai superare una soglia pari a dieci volte il valore di quello più basso.

Ecco perchè sensibili al futuro della nostra Regione il Direttivo ha chiesto all'on Luigi D'Agrò di relazionarci un anno fa sul tema del “Veneto allo specchio”: su demografia, competitività, capitale umano ed emigrazione.

Studio che ogni politico o amministratore del Veneto dovrebbe conoscere prima di prendere decisioni decisive per la propria comunità, soprattutto oggi mi rivolgo alla Giunta Regionale Veneta recentemente insediatasi.

E questo mentre viviamo in una situazione di incertezze gravi dovute alle guerre drammatiche in corso e con provvedimenti della nuova amministrazione USA che potrebbero tutte assieme creare paure tensioni e una crisi economica e sociale di carattere internazionale mai vista dalla fine della seconda guerra mondiale.

Mi auguro che la ragione umana e l'intervento delle solidarietà e delle diplomazie internazionali abbiano ad agire con successo per sventare il peggio.

Cari Colleghi,

Abbiamo bisogno di Pace.

Di Pace stabile e giusta per tutti.

Padova 28, Marzo 2026

 

Successivamente l'Assemblea ha approvato all' unanimità il nuovo Coordinamento Veneto dell'Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica.

Coordinatore Regionale, on. Giovanni Crema

Componenti

on Baratella Fabio

on Boselli Anna Milvia

on D' Agro' Luigi

on Dussin Paolo

on Ferrari Wilmo Carlo

on Fincato Laura

on Franco Paolo

on Galante Severino

on Giaretta Paolo

on Miotto Margherita

on Valpiana Tiziana

on Zuech Giuseppe

on Righi Luciano (Presidente onorario)

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