Il 22 maggio u.s. a Montepescali, nella splendida cornice della Chiesa di Santi Stefano e Lorenzo, si è tenuta la presentazione del libro Hubert Corsi concretezza e passione politica.
Sono intervenuti i rappresentati delle associazioni della comunità di Montepescali. La serata è stata allietata da letture di passi significativi del libro e da intermezzi musicali di un famoso flautista. Nel mio intervento dopo avere ringraziato l'associazione per il supporto nella realizzazione del volume, ho illustrato i passaggi più significativi della vita politica di Hubert Corsi.
La comunità di Montepescali, in un luogo così ricco di storia, con i suoi corpi intermedi, le formazioni sociali, si è stretta intorno a Hubert per una articolata riflessione sulla sua lunga storia politica.
Sono partito dal Corsi politico, fin dagli albori come uomo di partito, come sindaco poi come deputato, il suo lungo viaggio nelle istituzioni simboleggiato da alcuni eventi.
Dal suo debutto dal congresso nazionale dei giovani del 1962 quando Hubert fa il suo debutto nell'agone politico nazionale. I giovani più promettenti, più meritevoli di ogni regione trovavano spazio e modo di confrontarsi sui grandi temi politici . I movimenti giovanili erano le palestre della formazione prima del salto a più alte responsabilità. Corsi lo fa alla presenza di Fanfani e Moro i due cavalli di razza. Avviene alla fine di luglio del 1962, tra il congresso DC di Napoli e i convegni culturali di San Pellegrino.
Nel discorso di Moro che abbiamo recuperato dopo una attenta ricerca - non è presente neppure nei sei tomi della collana curata da Giuseppe Rossini - c'è attenzione verso i giovani non per posizioni di comodo, non per conformismo, ma per la loro penetrazione sui temi politici. Autonomia e libertà non come disturbo, ma come ricchezza. Un dinamismo che consente un raccordo con la realtà sociale. Con voi giovani - disse Moro - il partito interpreta la realtà nuova. Dimostrate la serietà profonda della gioventù. Perché riscoprire quella concezione dell'uomo e del mondo che nella ispirazione cristiana ha una luce particolare.
Fanfani, come presidente del consiglio si sofferma sulla azione di governo sulla modernizzazione della PA ma affronta due grandi riforme la nazionalizzazione della energia elettrica, che porterà sviluppo nelle aree interne e la scuola che saranno il perno del riformismo degli anni sessanta.
Fanfani in uno scritto per Cronache Maremmane "la ricerca del vero" della collezione personale di Hubert, e che sembra una lezione di politica sulla crisi della partecipazione e della rappresentanza in mancanza di uno strumento come la legge elettorale proporzionale che consolida il rapporto tra elettore ed eletto. In vista delle elezioni del 1968 rivolge un invito a dialogare per fare analisi delle insufficienze passate e individuare le nuove attese per il futuro.
Ascoltare il giudizio degli elettori. La campagna elettorale non può avere al centro l'apologia indiscriminata delle cose fatte, ma delle attese aperte.
Più che per riconoscenza si vota per speranza. ! Lo diceva Fanfani lo statista della riforma agraria e del piano casa. Oggi parlano 100 mila alloggi in 10 anni. Fanfani ne fece 330 mila con una legge approvata in 6 mesi. Alla fine saranno 20 mila cantieri 355 mila alloggi per 2 milioni di vani. 41 mila lavoratori edili ogni anno.
Gli usa criticarono il piano casa con il rapporto Hoffman perché con l'articolo 17 si utilizzavano i fondi del piano marshall per sostenere il piano. Preferivano che si aumentasse il potere di acquisto della classe media per comprare prodotti usa. La storia si ripete!
Fu più di un Piano, fu un discorso pubblico sull'abitare e sul lavoro. Una sfida a coniugare efficienza con un patto tripolare tra Stato, lavoratori e imprese. Una scossa non occasionale la lotta alla disoccupazione, la solidarietà tra occupati e disoccupati.
Accertare la validità delle critiche, la plausibilità delle attese la disponibilità dei candidati ad operare per soddisfare.
Preparare l'animo degli elettori a rinnovare consensi a coloro che sanno ascoltare ad affrontare i problemi che attendono di essere risolti nel modo migliore. Ascoltare gli elettori e prepararsi ad affrontare i problemi che attendono di essere risolti accettandoli e valutandoli quelli validi.
La sezione dedicata a Madre Teresa si illustra da sola. Ha il significato di ricordare un momento rilevante dell'impegno di Corsi, come sindaco dell'Argentario quando Le fu conferita la cittadinanza onoraria nel 1988.
Poi la Maremma, il master plan, fino alla parte dell'impegno parlamentare.
C'è una foto significativa che rappresenta plasticamente quella stagione. Il manifesto elettorale con il nome di Corsi. Dunque la legge elettorale proporzionale, il legame con il territorio, la conoscenza dei problemi, la fiducia, la rappresentanza politiche non virtuale, ma concreta, vera, costante, continua per alimentare e consolidare la fiducia nel deputato del collegio.
Poi i passaggi parlamentari su leggi e dibattiti che testimoniano i successi di un impegno mai remissivo, ma sempre orientato alla affermazione delle idee giuste anche controcorrente anche avverso le direttive di governo se necessario e come testimoniano gli atti sulla finanza locale.
La sua attenzione sulla geotermia sul distretto minerario è testimoniata dalla fiducia che i colleghi riponevano nella sua competenza quando era chiamato a svolgere il ruolo di relatore.
Poi come dimenticare le pagine sulla autostrada tirrenica, e sulla Grosseto Fano per un adeguamento delle dotazioni infrastrutturali come fattore di sviluppo, adeguandola agli accresciuti livelli di servizio e di capacità e e allo sviluppo dell'entroterra collinare, sul degrado della laguna di Orbetello, con una sensibilità ai problemi ambientali, sui siti minerari del monte Amiata, sulla geotermia, con una idea green con largo anticipo sulle mode, sul nucleare a Montalto di Castro. Tutte problematiche richiamate negli anni ottanta e che ancora oggi meritano attenzione.
Hubert Corsi nel 1992 svolse il ruolo di relatore per la commissione Industria sulle privatizzazioni.
Era un momento in cui la politica era sotto attacco, avanzava il germe del populismo che tanti guai ha procurato al Paese. Eppure non rinunció alle sue idee, non abdicò al suo ruolo, paventò i pericoli di dismissioni come regali di Stato, richiamò la necessità di difendere i settori strategici. Se Finmeccanica, oggi Leonardo è rimasta nell'area pubblica è per quella azione. Così come si pose dalla parte dei cittadini utenti rispetto alle public utilities dell'energia. Alcune di quelle indicazioni formulate nella azione parlamentare di 22 punti del 16 dicembre 1992 furono tradite soprattutto sulla canalizzazione del risparmio, sulle public companies nei servizi di pubblica utilità, a cominciare dalla privatizzazione di Telecom.
Dagli atti parlamenti emerge come ribadì la necessità di prevedere azioni con diritti speciali come le golden share e la esclusione di scambi azionari come avrebbero significato operazioni di salvataggio. Guardava a alleanze internazionali per il rafforzamento del sistema industriale e La tutela degli utenti nel Sistema elettrico.
Non rinunciava a frustare il governo sul ruolo delle imprese pubbliche per esaltare il sistema produttivo per i nuovi equilibri tra capitale pubblico e capitale privati per la tutela degli interessi pubblici nella trasformazione delle spa rispettando il vincolo della economicità per l'adeguamento del sistema industriale alla competitività .
Ribadì la difesa degli interessi nazionali nei settori strategici dell'economia.
Se oggi aziende come Leonardo e Fincantieri sono player mondiali lo si deve alle scelte del 92 cui Hubert ha dato un contributo fondamentale.
La sua azione politica muoveva nella consapevolezza degli interessi generale ma anche dal corpo vivo della gente e dei bisogni della comunità.
Sullo sfondo c'era sempre attenzione al futuro dei giovani evitando i condizionamenti di mercati irrigiditi da burocrazia.
Non ha mai rinunciato alle sue convinzioni senza mai piegarsi a logiche opportunistiche.
Non esitava a mettersi in contrasto con il Governo o con il suo stesso partito per affermare la primazia del Parlamento e difendere una idea giusta.
Ho ricordato l'Emendamento sulla finanza locale nel 1986, contrario il governo, per la tutela di pregio ambientale per investire nella protezione dell'ambiente.
Così come la soppressione della imposta di soggiorno, mentre oggi c'è la gara nei comuni ad alzarla!
Questo incontro ci fa tornare all'immagine evocata da Hubert di Montepescali e ai comizi in piazza, al concretismo della politica quando il lavoro nella concezione di La Pira e Fanfani era fattore per la dignità dell'uomo e nella sua crescita civile con le comunità dei braccianti su cui è tornato oggi il cardinale Zuppi.
Corsi ci ha riportato ai corsi di formazione politica alla vela di Castiglione della Pescaia promossi da La Pira. Ci ha riportato alla legge elettorale proporzionale come presidio di libertà e al legame con il territorio.
Ci riporta al rammarico per la mancata realizzazione del distretto manifatturiero come corollario dello sviluppo dell'entalpia e la comunità energetica.
La storia di Hubert Corsi è la storia delle vicende del nostro Paese. È la storia di una classe dirigente che non ha abdicato al proprio ruolo, che ha guardato al bene comune e della comunità con senso di responsabilità. È stata una bella riflessione politica orgogliosi di poterla rivivere e raccontarla.
Maurizio Eufemi
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