Sidney Sonnino a 120 anni dal suo primo Governo: a Cagliari una giornata di studi promossa dall’Associazione Ex Parlamentari

Sidney Sonnino a 120 anni dal suo primo Governo: a Cagliari una giornata di studi promossa dall’Associazione Ex Parlamentari

Sidney Sonnino a 120 anni dal suo primo Governo: a Cagliari una giornata di studi promossa dall’Associazione Ex Parlamentari

La Sala Transatlantico del Consiglio regionale della Sardegna ha ospitato il 19 giugno scorso un incontro di studi dedicato a Sidney Sonnino, promosso dal Coordinamento Sardegna dell’Associazione, nel 120° anniversario del primo Governo presieduto dallo statista toscano (1906).

L’iniziativa, coordinata dal Coordinatore regionale Michele Cossa, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento storico e politico su una delle figure più significative dell’Italia liberale, ponendo al centro dell’attenzione non soltanto la sua esperienza di governo, ma anche il contributo che Sonnino offrì al dibattito sulle grandi questioni nazionali: il funzionamento delle istituzioni, il rapporto tra Stato e società, la questione meridionale e il processo di modernizzazione del Paese.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini, che ha espresso apprezzamento per l’attività svolta dall’Associazione Ex Parlamentari, sottolineando il valore dell’esperienza maturata da chi ha ricoperto incarichi istituzionali e l’importanza di metterla ancora oggi al servizio della comunità attraverso iniziative di approfondimento storico, culturale e di educazione civica. Comandini ha inoltre evidenziato come la memoria delle istituzioni e delle grandi figure della storia politica italiana rappresenti un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni.

Nel suo intervento introduttivo, Michele Cossa ha spiegato le ragioni che hanno portato il Coordinamento Sardegna dell’Associazione Ex Parlamentari a promuovere il convegno proprio a Cagliari. Pur essendo profondamente legata alla storia politica nazionale, la figura di Sonnino presenta infatti significativi punti di contatto con la Sardegna, soprattutto attraverso il tema della questione meridionale e delle politiche volte a ridurre gli squilibri territoriali. «Non si tratta di una commemorazione – ha osservato – ma della volontà di comprendere una stagione decisiva della storia italiana e di riflettere su problemi che, pur in forme profondamente mutate, continuano a interrogare il Paese».

Di particolare rilievo i contributi dei tre relatori.

Il professor Andrea Ungari, Presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, ha ricostruito la figura di Sonnino quale interprete di un liberalismo fondato sul rigore morale, sul rafforzamento dello Stato e sulla responsabilità della classe dirigente. Il suo intervento ha evidenziato come il confronto tra Sonnino e Giolitti rappresenti una delle chiavi di lettura più efficaci per comprendere le differenti culture politiche dell’Italia liberale e le tensioni che accompagnarono l’allargamento della partecipazione democratica.

Il professor Marco Pignotti, Presidente del Comitato di Cagliari dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, ha approfondito il rapporto tra Sonnino e Giolitti, mettendo in luce due differenti concezioni del liberalismo e del parlamentarismo. Da un lato il modello giolittiano, fondato sulla mediazione politica e sull’inclusione progressiva delle nuove forze sociali; dall’altro la visione di Sonnino, orientata verso un rafforzamento qualitativo della rappresentanza e dello Stato, nella convinzione che il buon governo richiedesse una classe dirigente autorevole e responsabile.

L’Avvocato Antonello Angioni, vicepresidente della Fondazione Siotto e autore di saggi storici, ha invece affrontato il tema “Sonnino, la questione meridionale e la Sardegna”, ricostruendo l’evoluzione del pensiero meridionalista dello statista toscano e soffermandosi sul rapporto tra questione meridionale e questione sarda. Il suo intervento ha evidenziato come Sonnino fosse tra i primi uomini politici dell’Italia liberale a considerare il divario territoriale un problema nazionale e come le sue proposte di riforma, pur non pienamente realizzate, abbiano contribuito ad aprire una nuova stagione di attenzione verso il Mezzogiorno e le isole.

Il dibattito conclusivo, arricchito dagli interventi del professor Aldo Accardo, presidente della Fondazione Siotto, e dello stesso professor Ungari, ha ulteriormente approfondito il significato dell’eredità politica di Sonnino. Accardo ha invitato a leggere la figura dello statista toscano al di fuori di schemi ideologici e di giudizi semplicistici, ricordando come i grandi protagonisti della storia vadano interpretati nella complessità del loro tempo. Occorre superare ogni visione “manichea” della politica: il confronto tra culture diverse costituisca una delle principali chiavi di lettura della storia dell’Italia liberale.

Riprendendo alcuni temi emersi nel corso della mattinata, il professor Ungari ha infine proposto una riflessione sul sistema politico italiano, osservando come la centralità della persona e delle leadership locali abbia caratterizzato non soltanto l’Italia liberale, ma anche molte stagioni della vita repubblicana, ponendo l’interrogativo se il modello del “partito di massa” del Novecento non rappresenti, in fondo, una parentesi nella storia politica del nostro Paese.

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