Un ricordo dell'on. Paolo Nerozzi - di Alfiero Grandi

Un ricordo dell'on. Paolo Nerozzi - di Alfiero Grandi

Un ricordo dell’on. Paolo Nerozzi – di Alfiero Grandi

L'Associazione, onorando la memoria dell'on. Paolo Nerozzi, ricorda il suo impegno istituzionale, sociale e civile. 

Pubblichiamo un ricordo scritto dall'on. Alfiero Grandi.

 

Conoscevo Paolo Nerozzi da molti decenni, entrambi di Bologna abbiamo lavorato insieme per periodi intensi della nostra vita sindacale e politica. In seguito abbiamo entrambi avuto un percorso istituzionale. Paolo diventò senatore nel 2008, la legislatura che seguì alla caduta del II° governo Prodi, nel quale ero stato sottosegretario all’Economia.
Voglio ricordare in particolare il periodo trascorso insieme nella funzione pubblica Cgil, di cui ero diventato con mia sorpresa il segretario generale nel 1988, pur non avendo alcun trascorso lavorativo nei settori pubblici, questo perché era convinzione della CGIL nazionale che la nuova categoria unificata di Enti locali, Sanita' pubblica e privata, Aziende pubbliche nazionali e locali, Stato, Parastato doveva avere un forte connotato confederale nella fase di avvio.
Il primo segretario generale della Funzione pubblica Cgil fu Aldo Giunti che veniva dalla segretaria confederale Cgil. Alla fine del mandato di Giunti un "confederale" come ero io, al tempo segretario generale dell'Emilia Romagna, era considerato la scelta necessaria per garantire la confederalita' della nuova categoria.
Il primo con cui parlai dopo l’elezione fu proprio Paolo Nerozzi. Avevo chiaro il mandato ricevuto dal congresso della funzione pubblica Cgil, ma ero anche convinto che andava gestito assumendo il punto di vista delle categorie interessate, entrando fino in fondo nella comprensione della realtà del lavoro dei diversi settori pubblici che facevano parte della nuova categoria Cgil.
L'orientamento generale doveva essere tradotto in politiche rivendicative e contrattuali che lavoratrici e lavoratori sentissero come loro, come parte di una nuova fase del ruolo dell’intervento pubblico nei diversi aspetti della società. Ad esempio presero avvio conferenze di produzione dei servizi per chiarire meglio il senso e l’obiettivo complessivo del lavoro pubblico in questi settori.
Fare funzionare al meglio la pubblica amministrazione e i servizi per puntare al cuore del senso del lavoro pubblico con l’obiettivo di saldare le rivendicazioni al miglioramento della risposta pubblica in ogni campo per cittadine e cittadini.
La riforma della contrattazione pubblica con l’obiettivo di toglierla dalle pastoie di controlli burocratici e mortificanti. Quindi la modifica del rapporto di lavoro aveva l’obiettivo di aiutare a lavorare meglio, recuperando il senso forte del lavoro di ciascuno e di tutti, in sostanza per lavorare meglio, con utilita' e senza perdere di vista la contropartita di riconoscimenti adeguati del nuovo ruolo dei lavoratori.
Paolo mi aiuto' a identificare gli obiettivi coerenti con un ruolo riformatore del settore pubblico. Aveva una lunga esperienza nel settore pubblico.
Continuai questo lavoro sul settore pubblico anche da segretario confederale visto che Trentin mi affido' anche nella nuova segreteria il compito di seguire tutto il comparto pubblico. Dopo Pino Schettino, il mio successore poco ricordato visto il ruolo che ebbe come primo segretario proveniente dalla categoria, fu proprio Paolo Nerozzi, che raccolse il testimone della categoria e continuò il lavoro di riforma del lavoro pubblico, che veniva assalito da vari conservatorismi, rilanciando sul piano contrattuale obiettivi di riforma. Infatti come tutti i cambiamenti reali c’erano resistenze conservatrici anche per la riforma del ruolo del lavoro pubblico: la piena contrattualizzazione, che qualcuno semplificava nella formula della privatizzazione del rapporto di lavoro.
Per questo la CGIL puo' vantare un lungo periodo di continuita' di iniziativa nel settore pubblico, con un forte carattere innovativo, arrivando a raccogliere energie importanti e svolgendo un ruolo unitario senza complessi di inferiorita'. Una generazione di dipendenti dei settori pubblici si formò all’insegna di una soggettività rivendicativa che voleva conquistare diritti e dignità per il proprio lavoro, stabilendo un nuovo rapporto di credibilità, se non addirittura un nuovo patto con cittadine e cittadini che questi servizi usavano.
Nella vita difficilmente e' una sola fase che caratterizza la vita delle persone, tuttavia alcune fasi sono decisive e questo periodo per Paolo fu molto importante, di rilievo. In seguito si dedicò al lavoro parlamentare, si occupò della legislazione da un altro punto di vista quello dell’approvazione delle leggi.
Sarebbe un errore pensare che fosse un periodo caratterizzato solo da alcune personalità, invece ne fecero parte a vario titolo tanti altri che oggi non ci sono più, mentre altri ancora continuano tuttora il loro impegno civile e sono segnati proprio da questa fase sindacale e politica, di cui Paolo fu certamente un protagonista.
Il dolore per la morte di Paolo per quanti l'hanno conosciuto, per Nadia e le sue carissime figlie, deve aiutarci a ricordare il contributo che ha dato come dirigente sindacale e politico e come senatore della nostra amata Repubblica democratica.

Alfiero Grandi

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