In ricordo di Enea Piccinelli nel cinquantenario della legge sulla silicosi e asbestosi

In ricordo di Enea Piccinelli nel cinquantenario della legge sulla silicosi e asbestosi

In ricordo di Enea Piccinelli nel cinquantenario della legge sulla silicosi e asbestosi

In ricordo di Enea Piccinelli
Capalbio 6 dicembre 2025

La figura di Enea Piccinelli è stata commemorata nel palazzo comunale di Capalbio, cuore della sua amata Maremma, luogo simbolo di tanti significativi eventi.

Il cinquantenario della approvazione della legge sulla silicosi e asbestosi si intreccia con il ricordo e la storia di Enea Piccinelli, recentemente scomparso, un parlamentare della terza generazione DC che fu promotore e fortissimo sostenitore di una legge che rappresenta una grande conquista sociale del riformismo degli anni settanta, che muove negli anni cinquanta con la riforma agraria di De Gasperi e Fanfani poi con la scuola, la previdenza e la sanità. Un welfare state che sembra ormai dimenticato.
Piccinelli era orgoglioso della sua storia politica nella DC e della sua vicinanza con Fanfani. Non apparteneva alla categoria dei pentiti o di quanti hanno rinnegato l'appartenenza.

La Associazione ex parlamentare ha supportato la iniziativa con un libretto curato da Hubert Corsi e dal sottoscritto in cui sono stati richiamati alcuni rilevanti passaggi politici e parlamentari della Storia di Enea Piccinelli.
È stata recuperata all'Archivio storico del Senato una lettera particolarmente significativa di Piccinelli a Fanfani del 1963, dopo le elezioni politiche che spostano a destra l'elettorato proprio in conseguenza di una grande scelta come fu quella della nazionalizzazione energia elettrica e la nascita dell'enel che avrebbe consentito di portare l'energia in tutte le contrade del paese, nelle aree interne, dove nessun privato avrebbe fatto investimenti.
Ecco quella lettera ne ricorda il loro forte legame proprio nel momento in cui Fanfani è vulnerato e Piccinelli dimostra la sua personale vicinanza; cosi come il legame con Hubert Corsi, a cui ha passato il testimone politico nel 1983; poi l'iter della legge 780 del 1975 nei passaggi parlamentari, dalla genesi alla convergenza con il deputato bellunese del PCI Giovanni Bortot che consentì un iter rapido. Infine sono state richiamate alcune significative proposte di legge che caratterizzano Enea Piccinelli nel suo sguardo riformista.

C'è nel dossier un bel ricordo recente di Hubert Corsi di Enea che inforcava la sua fiammante Lambretta per avventurarsi nelle strade bianche polverose sterrate fangose a seconda della stagione tracciate dalle transumanze dei pastori che dal Monte Amiata portavano alla Maremma. Sembra la sceneggiatura di un film del neorealismo di De Sica, Rossellini, Visconti.

La Statale n. 2 Cassia, fu poi ammodernata su suo impulso evitando le asperità, rendendo così agevole l’intero tratto fino ai Comuni amiatini e verso Viterbo, come è stato riconosciuto.

Le immagini della povertà che diventava nerissima miseria che toccava quotidianamente, lo spingeranno a difendere quelle comunità, con il suo impegno politico, collocandolo, lui toscano del "popolo basso e lavoratore", tra i protagonisti del "riscatto" di quel territorio e della sua gente.

Poi l'incontro con Fanfani, la guida del comitato provinciale di Grosseto, la politica dell'ascolto e di strumento partecipativo e di dialogo attraverso Cronache Maremmane.

Eravamo nel pieno dell'attuazione della riforma agraria; i problemi erano giganteschi per rimuovere un arretrato sociale dell'essenziale che era enorme e richiedeva un grande impegno. Piccinelli fu premiato alle elezioni del 1963.

Piccinelli era un politico concreto, guardava alla sostanza delle cose. Per meglio comprendere la figura di Piccinelli è necessario guardare dentro la sua azione politica e legislativa. Può avere il privilegio di avere 4 leggi con il suo nome frutto della sua ostinata caparbietà, in una stagione politica in cui l'iniziativa parlamentare portava frutti e non era tutta, come è ora, nelle mani dell'Esecutivo.

Proprio in questi giorni, il 18 dicembre di cinquanta anni fa, si concludeva l'iter parlamentare della legge Piccinelli n.780/1985 che recava nuove norme per rendere l'accertamento e l'indennizzo della silicosi e dell'aspertosi il più rapido possibile. Era il suo grande successo, dopo gli infruttosi tentativi delle legislature precedenti per forti resistenze fuori del
Parlamento. Migliaia di famiglie in Italia attendevano da anni questo atto riparatore di giustizia sociale. Allora si commentò che era un giorno felice per il Parlamento perché quelle semplici norme rappresentavano l'espressione più pura e più vera di umanità e civiltà. La legge portò a miglioramenti anche nelle tecniche di estrazione, riducendo i pericoli delle polveri.

Una malattia conseguente allo sviluppo industriale che colpiva migliaia di lavoratori con il riconoscimento di malattia professionale, con benefici riconosciuti ai superstiti.
C'era il problema della armonizzazione comunitaria ancora lontana per i minatori emigranti in Belgio che tornavano a casa.
I numeri che colpivano zone povere erano spaventosi.

Cin questa iniziativa promossa dagli amici di Enea Piccinelli è stata portata l'attenzione sulle malattie professionali che colpiscono il mondo del lavoro per ripensare alle condizioni di lavoro.

I minatori si trovavano stretti tra il paradiso del pane quotidiano e l'inferno della morte precoce.

Aveva il significato non di un dono, ma di una parziale riparazione con un miglioramento delle tutele assicurative a chi ha sacrificato al progresso la salute.

La legge muove i primi passi dal 1963, ma fu approvata all'unanimità in commissione in sede deliberante 30 su 30; rappresenta un punto qualificante della centralità parlamentare perché nasce per iniziativa di deputati.
Un punto alto del Welfare State e del riformismo degli anni settanta.

Se guardiamo alla attività parlamentare di Enea Piccinelli possiamo constatare che abbia attraversato diverse fasi politiche: il centro sinistra riformista degli anni sessanta di Fanfani Moro e Rumor, la solidarietà nazionale degli anni settanta, il centrosinistra laico dei primi anni ottanta.
Tra gli interventi parlamentari quello che più che mi ha colpito è quello del 16 dicembre 1969 sul bilancio dello Stato sulla Tabella del Lavoro, quando Ministro era Carlo Donat Cattin.

Quell'intervento è una autentica lezione di politica economica;
Piccinelli richiama la necessità di politiche sociali e l'azione pubblica per la piena occupazione.
Sollecita nuovi blocchi di investimento nelle aree deboli, allora si chiamavano depresse, l'ampliamento della base industriale nelle nuove attività e nelle moderne tecnologie a bassa intensità di capitale, politiche di sviluppo ad alta produttività. C'era tutta la politica sociale fanfaniana di cui Piccinelli si sentiva interprete.
Far prevalere l'interesse pubblico nelle localizzazioni, investimenti sociali per impedire emigrazione era il suo imperativo.
Pone l'accento sulle ristrutturazioni produttive;
sull'adeguamento della istruzione professionale alle necessità di sviluppo; sulla inadeguatezza della scuola alla preparazione di lavoratori qualificati e specializzati.
Auspicava una riforma del collocamento in una logica tripolare tra centri di previsione della domanda, centri di formazione e luoghi di lavoro.
Prevedeva la formazione anche per i licenziati e per i lavoratori in esubero.
Infine poneva lo sguardo alle cooperative poco attente alla mutualità e "paravento per imprenditori poco scrupolosi per ottenere indebite agevolazioni per violare la legge, i diritti dei soci e dei lavoratori dipendenti".
Pose attenzione agli assegni familiari proponendo un salario familiare.
Sapeva cogliere le difficoltà del tempo e interpretarle offrendo soluzioni anticipatrici. Le sue aspettative erano verso i lavoratori le famiglie il lavoro, le case in giusto sistema fiscale e previdenziale, produzione mondo del lavoro, affermazione dei diritti e consolidamento della democrazia.

Nelle sue proposte di legge di Enea Piccinelli poneva
lo sguardo lungo sui problemi vivi del territorio, sulla rappresentanza parlamentare, nonchè su problemi locali con valenza nazionale e generale.
La modernizzazione era sempre al centro della sua azione.
Era un politico concreto guardava alla sostanza delle cose.

Un ultimo ricordo. Quando si discuteva in Senato la riforma della RAI nei primi anni duemila, proposta dal ministro Gasparri la sua forte preoccupazione era per la tutela dei minori nella programmazione televisiva.

Non era più parlamentare da venti anni ma era un politico in servizio permanente effettivo, non rinunciava a farsi interprete dei problemi degli adolescenti riportandosi al ruolo di dirigente del centro giovanile della azione cattolica di Pitigliano.
Quando si è politici come Piccinelli - e Enea lo ha interpretato come missione, - non si lascia mai; si vive il concorso della politica sempre, ogni giorno, tenacemente attento all'oggi e al domani. È una bella storia politica di cui la Maremma, la circoscrizione di Grosseto devono essere orgogliosi per quanto amore ha dedicato al bene comune.

Capalbio , 6 dicembre 2025

Maurizio Eufemi

 

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