E’ scomparsa Valeria Fedeli dopo una breve e crudele malattia.
La notizia della morte nel pieno di una vita attiva e ricca di impegni all’età di 76 anni ha scosso il mondo politico e sindacale che l’ha ricordata con grande affetto e stima. Per un momento oltre le divisioni di parte, i diversi attori del mondo politico e delle istituzioni si sono uniti in un comune sentimento di cordoglio a cominciare dal presidente Mattarella, alla presidente Meloni, al presidente del Senato la Russa e per la sua parte Elly Schlein e molti altri.
Grande è stata la partecipazione emotiva e l’espressione di gratitudine per il suo impegno nelle parole di chi l’ha conosciuta e ha condiviso lotte comuni soprattutto nel movimento delle donne.
Così come larga la partecipazione alle esequie in Campidoglio, alla presenza del sindaco Gualtieri.
La sua è stata una vita intera di impegno e la sua figura è emblematica di una generazione di donne dirigenti della sinistra e di un pezzo di storia di lotte e impegno sociale, politico, femminista.
Valeria Fedeli è stata sindacalista e dirigente di primo piano della Cgil prima di impegnarsi direttamente nell’attività politica.
Nata a Treviglio in provincia di Bergamo, si trasferì a Roma all'inizio degli anni '80 per lavorare nella Funzione Pubblica della Cgil, dove iniziò l’attività sindacale a cominciare dalla sua esperienza di maestra elementare. In seguito ha diretto il settore tessile, caratterizzato da una forte presenza di lavoratrici, coerentemente con la sua attenzione ai diritti delle donne negli anni più duri nel tessile proprio per i diritti, cioè quelli delle grandi ristrutturazioni, delocalizzazioni.
Nel 2011 fu tra le fondatrici del movimento “Se non ora quando”, nato per denunciare la lesione della dignità delle donne e il modello politico degradato del berlusconismo; il movimento promosse l’11 febbraio, una grande manifestazione a Roma, così come in altre città.
Nel 2012 venne eletta senatrice del Partito Democratico e successivamente vicepresidente del Senato. Per sua iniziativa fu istituita per la prima volta in Senato una commissione d’inchiesta sui femminicidi, approvata in modo bipartisan e poi divenuta bicamerale.
Dal 2016 al 2018 fu ministra dell’Istruzione, dell’università e della ricerca nel governo Gentiloni. Tra le principali iniziative promosse figurano le linee guida per l’educazione al rispetto e alla parità di genere e la proposta di estendere l’insegnamento della filosofia agli istituti tecnici.
Tutto il suo percorso, sindacale, politico e istituzionale è stato costantemente orientato da una prospettiva riformista e femminista.
Valeria Fedeli in ogni incarico e ruolo ricoperto è sempre rimasta nello stile e nel carattere fedele a sé stessa. Schietta, decisa, curiosa e arguta. Una personalità forte, pragmatica e sempre aperta al dialogo, mai ostile anche nel disaccordo o indifferente nei rapporti umani.
La sua caratteristica che la rendeva straordinaria, oltre la inconfondibile e stupenda chioma rossa era il tratto di simpatia umana; solare, gentile e ironica era capace di alleggerire il clima anche nelle situazioni di maggiore tensione. Una qualità’ che le ha permesso di attraversare tante prove, durezze e asperità e affrontare con compostezza e dignità anche gli attacchi personali più pesanti al tempo della sua nomina a ministro dell’istruzione.
Il suo ultimo intervento pubblico e’ stato in occasione dell’importante convegno “Curare la democrazia “il 4 dicembre scorso, promosso dalla Fondazione Nilde Jotti che con le parole della sua presidente Livia Turco così la ricorda: “Esempio vivido della politica come bene comune, al servizio delle persone, del Paese, così ti porteremo nel cuore, Valeria cara, con un sentimento profondo di sorellanza.”
La nostra Associazione si unisce. ai sentimenti di comune cordoglio e vicinanza alla Famiglia, al senatore Achille Passoni e alle figlie.