Nel terzo anniversario della scomparsa di Gerardo Bianco, uomo delle istituzioni, intellettuale e protagonista della vita civile e culturale italiana, l'Associazione degli Ex Parlamentari ha promosso e organizzato due iniziative commemorative in suo onore e memoria
Il giorno 21 gennaio 2026, è stata celebrata una Santa Messa di suffragio, celebrata da S.E. Mons. Pesce presso la Chiesa di San Gregorio Nazianzeno, alla presenza dei familiari dell'on. Gerardo Bianco e di un folto e autorevole numero di colleghi.
Nel corso della funzione l'on. Vincenzo Gino Alaimo ha esposto un suo ricordo in memoria dell'amico on. Gerardo Bianco.
Al termine della funzione si è svolto un convegno organizzato dall'Associazione degli ex parlamentari in suo ricordo. L'incontro, coordinato dalla giornalista Carmen Lasorella, si è aperto con i saluti del Presidente Giuseppe Gargani e del Presidente onorario Antonello Falomi. Sono intervenuti successivamente Giampaolo D'Andrea, Pierluigi Castagnetti e Giuseppe Soriero. L'on. Mario Tassone ha poi dato lettura di alcuni passaggi di un intervento scritto dall'on. Calogero Mannino in omaggio a Gerardo Bianco (di seguito il testo integrale del ricordo di Mannino e del messaggio dell'on. Mariapia Garavaglia). A concludere l'iniziativa, un breve saluto di Giuseppe De Rita, già Presidente del CNEL.
Il convegno ha permesso di rileggere non solo il ricco e fecondo magistero del leader politico irpino ma anche un pezzo della storia democratica del nostro paese. E questo per una ragione molto semplice. Bianco è stato a lungo un protagonista di primo piano della Democrazia Cristiana e ha, con il suo ruolo e il suo contributo determinanti, contribuito ad indirizzare l’esordio anche della seconda repubblica con l’impegno concreto nel Partito popolare italiano e nella coalizione di centro sinistra dell’epoca. Certo, rileggere la lunga ed intensa esperienza politica, culturale, parlamentare ed istituzionale di Gerardo Bianco non è affatto un esercizio facile e né può essere risolto con un semplice articolo. Ma almeno su due aspetti è doveroso richiamare l’attenzione.
Innanzitutto Bianco si è sempre contraddistinto per il suo rigore morale, per la sua competenza specifica e in ultimo, ma non per ordine di importanza, per la sua profonda cultura politica. Tre elementi che hanno fatto di Gerardo Bianco un interlocutore importante e di qualità, qualunque fosse il il ruolo politico od istituzionale che rivestiva in quel particolare momento storico.
In secondo luogo Gerardo Bianco è sempre stato una persona coerente. Un politico coerente, lungimirante e coraggioso. Pagando anche di persona pur di non rinunciare alla sua coerenza di fondo. Sono molti, del resto, gli episodi nella sua lunga vita di partito e parlamentare che hanno scandito concretamente quella coerenza. E proprio questo aspetto, peraltro né secondario e né irrilevante, è stato decisivo tra gli amici e gli avversari nel vedere in Gerardo un punto di riferimento autorevole e qualificato nella cittadella politica italiana.
Ecco perché, proprio rileggendo il percorso politico, culturale ed istituzionale di Gerardo Bianco si può dire tranquillamente, e senza alcuna polemica o pregiudizio, che quando si parla di Gerardo si evidenziano le caratteristiche di quella che comunemente viene chiamata classe dirigente. Non improvvisata, non casuale e né episodica. Ma una classe dirigente che, con il suo contributo concreto e fattivo, ha fatto crescere e ha consolidato la democrazia nel nostro paese. E Gerardo Bianco è stato, al riguardo, un protagonista di livello e di grande statura.
Giorgio Merlo
Ricordo di Gerardo Bianco di Calogero Mannino, letto da Mario Tassone












